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Pubblica amministrazione

Class action contro il Comune e la pubblica amministrazione: è possibile?

A cura della redazione di Class Action Italia · Aggiornato al

Sì: anche il Comune, la Regione, un’azienda sanitaria o il concessionario di un servizio pubblico possono essere chiamati a rispondere collettivamente quando non rispettano gli standard di qualità, i termini di legge o le carte dei servizi. Lo strumento è la cosiddetta class action pubblica, introdotta dal decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 198.

Cos’è la class action pubblica

Il ricorso per l’efficienza delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici è un’azione davanti al giudice amministrativo che consente ai cittadini, singoli o associati, di ottenere il ripristino del corretto svolgimento della funzione o della corretta erogazione del servizio.

A differenza della class action contro le imprese, non serve a ottenere un risarcimento: la legge lo esclude espressamente. Il suo obiettivo è costringere l’amministrazione a fare ciò che deve, entro un termine fissato dal giudice. Per i danni subiti restano disponibili le ordinarie azioni risarcitorie.

In quali casi si può agire

Il ricorso può essere proposto dai titolari di interessi giuridicamente rilevanti e omogenei per una pluralità di utenti e consumatori, quando subiscono una lesione diretta, concreta e attuale derivante da:

  • la violazione di termini o la mancata emanazione di atti amministrativi generali obbligatori e non aventi contenuto normativo, da adottare entro un termine fissato dalla legge o da un regolamento;
  • la violazione degli obblighi contenuti nelle carte dei servizi;
  • la violazione di standard qualitativi ed economici stabiliti per i concessionari di servizi pubblici dalle autorità di regolazione, o per le pubbliche amministrazioni secondo la normativa applicabile.

Sono esempi tipici il trasporto pubblico locale sistematicamente in ritardo rispetto alla carta della mobilità, la raccolta dei rifiuti non conforme agli standard, i tempi di attesa oltre i limiti fissati, la mancata adozione dei piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche che i Comuni sono obbligati ad approvare.

Chi può proporre il ricorso

Il ricorso può essere proposto da ciascun titolare dell’interesse leso e dalle associazioni o comitati che tutelano gli interessi dei propri associati. Chi si trova nella stessa situazione può intervenire nel giudizio.

La diffida preventiva

Prima di rivolgersi al giudice è obbligatorio notificare una diffida all’amministrazione o al concessionario, chiedendo di intervenire entro novanta giorni per rimediare alla violazione. Se entro quel termine l’amministrazione non provvede, o provvede in modo parziale, il ricorso può essere proposto al Tribunale amministrativo regionale entro un anno dalla scadenza.

La diffida è un passaggio decisivo: deve descrivere con precisione la violazione, indicare la norma, la carta dei servizi o lo standard violato e documentare la lesione subita dagli utenti.

Cosa può ottenere la sentenza

Se accoglie il ricorso, il giudice ordina all’amministrazione o al concessionario di porre rimedio alla violazione entro un termine congruo, nei limiti delle risorse disponibili. La sentenza viene comunicata agli organi competenti per le valutazioni sulla responsabilità dei dirigenti e, se l’amministrazione non esegue, è possibile chiedere l’ottemperanza.

Le carte dei servizi

Le carte dei servizi sono i documenti con cui i gestori dei servizi pubblici si impegnano verso gli utenti su standard di qualità, tempi, modalità di reclamo e, spesso, indennizzi automatici. Per i servizi pubblici locali la legge 24 dicembre 2007, n. 244 (art. 2, comma 461) impone di adottarle con la partecipazione delle associazioni dei consumatori e di prevedere verifiche periodiche.

Una carta dei servizi non è una dichiarazione di intenti: i suoi obblighi sono vincolanti e la loro violazione è uno dei presupposti della class action pubblica. Conservare biglietti, ricevute, segnalazioni e risposte del gestore è quindi fondamentale.

E se voglio il risarcimento?

Per ottenere il risarcimento dei danni occorre agire davanti al giudice ordinario. Quando il servizio è gestito da un’impresa o da un ente gestore di servizi pubblici o di pubblica utilità, può venire in rilievo anche l’azione di classe prevista dal codice di procedura civile, che tutela i diritti individuali omogenei degli utenti. Per i danni causati da beni pubblici, come strade e marciapiedi, si applicano le regole sulla responsabilità del custode.

FAQ

Domande frequenti

Con la class action pubblica posso ottenere un rimborso?+

No. Il D.Lgs. 198/2009 esclude il risarcimento del danno: la sentenza ordina all’amministrazione di rimediare alla violazione. Per i danni occorre un’azione risarcitoria separata davanti al giudice ordinario.

Quanto tempo ha l’amministrazione per rispondere alla diffida?+

Novanta giorni. Se entro questo termine non pone rimedio alla violazione, il ricorso al TAR può essere proposto entro un anno dalla scadenza.

Un’associazione può agire per conto dei cittadini?+

Sì. Il ricorso può essere proposto anche da associazioni e comitati a tutela degli interessi dei propri associati.

Questa guida ha finalità informative e non costituisce consulenza legale sul singolo caso. Per una valutazione della tua situazione segnalaci il caso.

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