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Pubblica amministrazione

Buche e strade dissestate: come ottenere il risarcimento dal Comune

A cura della redazione di Class Action Italia · Aggiornato al

Una buca non segnalata, un tombino sollevato, un marciapiede sconnesso: ogni anno migliaia di persone subiscono danni a causa della mancata manutenzione di strade e beni pubblici. La legge individua con precisione chi ne risponde e come si ottiene il risarcimento.

Chi risponde dei danni

Il Comune, la Provincia, la Regione o il gestore della strada (ad esempio ANAS o una società autostradale) rispondono dei danni causati dai beni che hanno in custodia. La regola principale è l’art. 2051 del codice civile: chi ha in custodia una cosa risponde dei danni da essa cagionati, salvo che provi il caso fortuito.

Si tratta di una responsabilità oggettiva: il danneggiato non deve dimostrare la colpa dell’ente, ma soltanto il danno e il collegamento causale tra la cosa (la buca, il dissesto) e l’evento. Spetta invece all’ente provare il caso fortuito, cioè un fattore esterno, imprevedibile e inevitabile che interrompe quel collegamento.

Il comportamento del danneggiato

La giurisprudenza della Corte di cassazione dà grande rilievo alla condotta di chi ha subito il danno. Se il pericolo era ben visibile ed evitabile con l’ordinaria prudenza, il risarcimento può essere ridotto o escluso. Per questo è importante documentare le condizioni di visibilità, l’illuminazione, l’assenza di segnaletica e ogni elemento che rendeva la buca difficile da evitare.

Le prove da raccogliere subito

  • fotografie della buca, con un oggetto di riferimento per misurarne dimensioni e profondità, e del contesto (illuminazione, segnaletica);
  • nomi e recapiti di eventuali testimoni;
  • verbale della polizia locale o delle forze dell’ordine, se intervenute;
  • referto del pronto soccorso e certificati medici, in caso di lesioni;
  • fatture o preventivi di riparazione, in caso di danni al veicolo;
  • data, ora e luogo esatti dell’incidente.

Come chiedere il risarcimento

Il primo passo è una richiesta scritta di risarcimento all’ente proprietario o gestore della strada, inviata preferibilmente via PEC, con la descrizione dei fatti, la documentazione raccolta e la quantificazione del danno. Molti enti sono assicurati e trasmettono la richiesta alla propria compagnia.

Se la richiesta viene respinta o ignorata, si può agire in giudizio. A seconda del tipo e del valore del danno, può essere necessario un tentativo preventivo di negoziazione assistita o di mediazione. I termini di prescrizione vanno verificati con attenzione caso per caso.

Quando il problema è collettivo

Quando una strada o un quartiere versano in uno stato di abbandono che causa danni ripetuti, il problema non è più solo individuale. Le segnalazioni documentate di più cittadini possono sostenere una diffida all’ente e, se questa resta senza esito, un ricorso collettivo per ottenere il rispetto degli obblighi di manutenzione.

FAQ

Domande frequenti

Devo dimostrare che il Comune è stato negligente?+

No. Con la responsabilità del custode (art. 2051 c.c.) basta provare il danno e il nesso causale con la cosa in custodia. È l’ente a dover dimostrare il caso fortuito.

Se la buca era visibile ho comunque diritto al risarcimento?+

Dipende. Se il pericolo era evidente ed evitabile con l’ordinaria prudenza, il risarcimento può essere ridotto o escluso. Visibilità, illuminazione e segnaletica sono elementi decisivi.

Questa guida ha finalità informative e non costituisce consulenza legale sul singolo caso. Per una valutazione della tua situazione segnalaci il caso.

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