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Disabilità e accessibilità

Discriminazione delle persone con disabilità e barriere architettoniche: come agire

A cura della redazione di Class Action Italia · Aggiornato al

Un edificio pubblico senza accesso per le carrozzine, un servizio negato, un regolamento apparentemente neutro che esclude di fatto le persone con disabilità: sono discriminazioni vietate dalla legge, contro cui esistono rimedi rapidi ed efficaci, anche in forma collettiva.

Cosa si intende per discriminazione

La legge 1° marzo 2006, n. 67, tutela le persone con disabilità contro ogni forma di discriminazione. Distingue tra:

  • discriminazione diretta: una persona con disabilità è trattata meno favorevolmente di quanto sarebbe trattata una persona senza disabilità in una situazione analoga;
  • discriminazione indiretta: una disposizione, un criterio, una prassi o un comportamento apparentemente neutri mettono una persona con disabilità in una posizione di svantaggio;
  • molestie: comportamenti indesiderati, legati alla disabilità, che violano la dignità della persona o creano un clima intimidatorio, ostile o umiliante.

L’azione civile contro la discriminazione

Chi subisce una discriminazione può rivolgersi al tribunale con un procedimento semplificato. La prova è agevolata: il ricorrente può fornire elementi di fatto, anche statistici, da cui si presume l’esistenza della discriminazione, e spetta poi al convenuto dimostrare che non c’è stata.

Il giudice può ordinare la cessazione del comportamento, adottare un piano di rimozione degli effetti della discriminazione, condannare al risarcimento del danno, anche non patrimoniale, e disporre la pubblicazione del provvedimento.

La legge riconosce la legittimazione ad agire anche alle associazioni e agli enti individuati con apposito decreto, sia per delega della persona discriminata sia, quando la discriminazione riguarda una pluralità di persone, in forma collettiva.

Barriere architettoniche e piani PEBA

Dal 1986 le amministrazioni pubbliche sono obbligate ad adottare i Piani di eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA) per i propri edifici, obbligo esteso nel 1992 agli spazi urbani. A distanza di decenni molti Comuni non li hanno ancora approvati.

La mancata adozione di un atto amministrativo generale obbligatorio è uno dei presupposti della class action pubblica: dopo una diffida rimasta senza esito, cittadini e associazioni possono chiedere al TAR di ordinare all’amministrazione di provvedere. Class Action Italia promuove da tempo petizioni e iniziative per l’adozione dei PEBA.

Accessibilità di prodotti e servizi

Con il recepimento della direttiva europea sull’accessibilità (European Accessibility Act), dal 28 giugno 2025 molti prodotti e servizi immessi sul mercato devono rispettare requisiti di accessibilità: tra gli altri, siti di commercio elettronico, servizi bancari, biglietterie e servizi di trasporto, libri elettronici, terminali di pagamento e dispositivi informatici.

La violazione di questi obblighi, quando colpisce tutti gli utenti con disabilità di un servizio, si presta naturalmente a una tutela collettiva.

Come muoversi

  • documenta la barriera o il comportamento discriminatorio (foto, comunicazioni, regolamenti);
  • invia una segnalazione scritta al responsabile, chiedendo la rimozione della barriera o un accomodamento ragionevole;
  • conserva le risposte o annota la loro assenza;
  • segnala il caso: valuteremo se agire individualmente o in forma collettiva.

FAQ

Domande frequenti

Un’associazione può agire contro una discriminazione collettiva?+

Sì. La L. 67/2006 consente agli enti legittimati di agire in nome e per conto della persona discriminata e, quando la discriminazione riguarda una pluralità di persone, anche in forma collettiva.

Il mio Comune non ha il PEBA: cosa posso fare?+

Si può inviare una diffida all’amministrazione chiedendo di adottarlo entro novanta giorni. Se non provvede, cittadini e associazioni possono proporre ricorso al TAR con la class action pubblica (D.Lgs. 198/2009).

Questa guida ha finalità informative e non costituisce consulenza legale sul singolo caso. Per una valutazione della tua situazione segnalaci il caso.

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