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Class action in Italia: cos’è, chi può proporla e come funziona

A cura della redazione di Class Action Italia · Aggiornato al

L’azione di classe permette a tutte le persone danneggiate dalla stessa condotta di un’impresa o di un gestore di servizi pubblici di ottenere giustizia in un unico processo. Dal 19 maggio 2021 è disciplinata dal codice di procedura civile (artt. 840-bis e seguenti), dopo la riforma introdotta dalla legge 12 aprile 2019, n. 31.

Che cos’è la class action

La class action, o azione di classe, è lo strumento con cui si tutelano i cosiddetti diritti individuali omogenei: diritti che appartengono a molte persone diverse ma che nascono dallo stesso fatto e presentano le stesse questioni di fatto e di diritto. È il caso, ad esempio, di migliaia di clienti a cui una banca ha addebitato la stessa commissione illegittima, o dei passeggeri colpiti dagli stessi disservizi.

Singolarmente, molti di questi danni sono troppo piccoli per giustificare una causa. Messi insieme, diventano una pretesa rilevante che l’impresa non può ignorare. È questa la funzione della tutela collettiva: rendere conveniente e possibile far valere diritti che altrimenti resterebbero sulla carta.

Contro chi si può agire

L’azione di classe può essere proposta nei confronti delle imprese e degli enti gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità, per atti e comportamenti posti in essere nello svolgimento delle rispettive attività. Dopo la riforma del 2019 non è più limitata ai soli rapporti di consumo: possono agire anche professionisti, piccoli imprenditori e altri soggetti titolari di diritti omogenei.

Per la pubblica amministrazione in senso stretto esiste uno strumento diverso, la class action pubblica davanti al giudice amministrativo, che spieghiamo nella guida dedicata.

Chi può proporla

La legge riconosce la legittimazione ad agire a due categorie di soggetti:

  • ciascun componente della classe, cioè ogni persona titolare del diritto leso;
  • le organizzazioni e le associazioni senza scopo di lucro che hanno tra i fini statutari la tutela di tali diritti e sono iscritte nell’elenco pubblico tenuto presso il Ministero della giustizia.

Class Action Italia – ClassIT ETS è iscritta nell’elenco del Ministero della giustizia degli enti legittimati a proporre l’azione di classe. Questo consente all’associazione di promuovere direttamente l’azione nell’interesse di tutti gli appartenenti alla classe.

Come funziona il procedimento

Il ricorso si propone davanti alla sezione specializzata in materia di impresa del tribunale competente in base alla sede dell’impresa convenuta. Entro dieci giorni dal deposito viene pubblicato nell’area pubblica del portale dei servizi telematici del Ministero della giustizia, così che chiunque possa conoscerlo. Il giudizio si articola in tre fasi:

  • Ammissibilità. Il tribunale verifica che la domanda non sia manifestamente infondata, che i diritti siano effettivamente omogenei, che il ricorrente non sia in conflitto di interessi con l’impresa e sia in grado di curare adeguatamente i diritti della classe. L’ordinanza è reclamabile davanti alla Corte d’appello.
  • Merito. Se l’azione è ammessa, il tribunale accerta la responsabilità dell’impresa e, con la sentenza di accoglimento, definisce i caratteri dei diritti individuali omogenei e nomina un giudice delegato e un rappresentante comune degli aderenti.
  • Liquidazione. Il rappresentante comune esamina le singole adesioni e predispone il progetto dei diritti individuali; il giudice delegato decide con decreto le somme dovute a ciascun aderente.

Come si aderisce

Una delle novità più importanti della riforma è la doppia finestra di adesione. Si può aderire all’azione dopo l’ordinanza che la dichiara ammissibile, entro il termine fissato dal giudice, oppure dopo la sentenza che accoglie la domanda, nel nuovo termine stabilito dalla sentenza stessa. In entrambi i casi il termine è compreso tra 60 e 150 giorni dalla pubblicazione del provvedimento.

L’adesione si presenta in via telematica attraverso il portale del Ministero della giustizia, allegando i documenti che provano l’appartenenza alla classe. L’aderente non diventa parte del processo: non deve costituirsi in giudizio, ma resta vincolato all’esito della procedura per quanto riguarda il proprio diritto.

Quanto costa aderire

Aderire a un’azione di classe è molto meno oneroso di una causa individuale. In caso di accoglimento, la legge pone a carico dell’impresa soccombente, oltre alle somme dovute agli aderenti, un compenso premiale per il rappresentante comune e per l’avvocato del ricorrente, calcolato in percentuale e decrescente al crescere del numero degli aderenti.

Le condizioni economiche di ciascuna iniziativa promossa da Class Action Italia sono sempre indicate in modo trasparente nella scheda dell’azione, prima dell’adesione.

Class action e azione rappresentativa

Accanto all’azione di classe, il decreto legislativo 10 marzo 2023, n. 28, di recepimento della direttiva (UE) 2020/1828, ha introdotto nel Codice del consumo l’azione rappresentativa a tutela degli interessi collettivi dei consumatori. Può essere promossa solo dagli enti legittimati iscritti negli appositi elenchi e consente di ottenere sia provvedimenti inibitori sia provvedimenti compensativi, come risarcimento, rimborso o riduzione del prezzo, per le violazioni commesse dal 25 giugno 2023.

Resta inoltre disponibile l’azione inibitoria collettiva dell’art. 840-sexiesdecies c.p.c., che mira a far cessare una condotta dannosa per una pluralità di persone. Le differenze tra questi strumenti sono spiegate nella guida dedicata.

Le condotte precedenti alla riforma

La nuova disciplina si applica alle condotte illecite poste in essere dopo il 19 maggio 2021. Per i fatti precedenti continua ad applicarsi la vecchia azione di classe prevista dall’art. 140-bis del Codice del consumo, riservata ai consumatori e agli utenti. Per questo, nel valutare un caso, è sempre necessario ricostruire con precisione quando la condotta è iniziata e quando è cessata.

Quando conviene una class action

L’azione di classe è lo strumento più adatto quando:

  • la stessa condotta ha colpito un numero elevato di persone;
  • il danno del singolo è contenuto e non giustificherebbe una causa individuale;
  • le questioni di fatto e di diritto sono comuni a tutti i danneggiati;
  • esistono prove documentali della condotta, ad esempio contratti standard, comunicazioni identiche o provvedimenti di autorità come AGCM, ARERA o Banca d’Italia.

Se ritieni di essere stato danneggiato da una condotta di questo tipo, puoi segnalare il tuo caso: lo valuteremo insieme alle altre segnalazioni ricevute per verificare se esistono i presupposti di un’iniziativa collettiva.

FAQ

Domande frequenti

Serve un avvocato per aderire a una class action?+

No. L’aderente non diventa parte del processo e non deve costituirsi in giudizio: l’adesione si presenta in via telematica sul portale del Ministero della giustizia, allegando i documenti richiesti. L’associazione che promuove l’azione fornisce le indicazioni operative.

Posso aderire dopo la sentenza?+

Sì. La riforma del 2019 prevede una seconda finestra di adesione dopo la sentenza di accoglimento, nel termine fissato dal tribunale, compreso tra 60 e 150 giorni.

La class action italiana prevede danni punitivi come negli Stati Uniti?+

No. In Italia l’azione di classe serve a ottenere il risarcimento del danno effettivamente subito o la restituzione di somme non dovute. Funziona inoltre con adesione volontaria (opt-in): è vincolato solo chi aderisce.

Quanto dura una class action?+

La durata dipende dalla complessità del caso e dal tribunale. La fase di ammissibilità ha tempi relativamente brevi; il giudizio di merito e la liquidazione richiedono in genere alcuni anni. Gli aderenti vengono informati delle fasi rilevanti.

Questa guida ha finalità informative e non costituisce consulenza legale sul singolo caso. Per una valutazione della tua situazione segnalaci il caso.

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