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Beni di consumo

Pratiche commerciali scorrette sanzionate dall’AGCM: come ottenere il risarcimento

A cura della redazione di Class Action Italia · Aggiornato al

Ogni settimana l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) sanziona imprese per pratiche commerciali ingannevoli o aggressive. Ma la sanzione finisce allo Stato, non ai consumatori danneggiati. Per ottenere il rimborso di quanto pagato o il risarcimento del danno serve un’iniziativa ulteriore, individuale o collettiva.

Cosa sono le pratiche commerciali scorrette

Il Codice del consumo (artt. 20-27) vieta le pratiche commerciali scorrette, cioè i comportamenti di un’impresa contrari alla diligenza professionale e idonei a falsare in misura apprezzabile le scelte economiche del consumatore. Si distinguono in:

  • pratiche ingannevoli: informazioni false o presentate in modo da indurre in errore, oppure omissioni di informazioni rilevanti su prezzo, caratteristiche del prodotto, diritti del consumatore;
  • pratiche aggressive: molestie, coercizione o indebito condizionamento, come le pressioni per sottoscrivere polizze abbinate a un finanziamento o gli ostacoli all’esercizio del recesso.

Alcune pratiche sono sempre considerate scorrette (la cosiddetta lista nera), senza bisogno di ulteriori valutazioni: ad esempio dichiarare falsamente che un prodotto è disponibile solo per un periodo molto limitato, o promuovere un bene come identico a quello venduto in altri Paesi dell’Unione quando ha una composizione significativamente diversa.

Il ruolo dell’AGCM

L’AGCM accerta le pratiche scorrette, ne ordina la cessazione e applica sanzioni che possono arrivare fino a 10 milioni di euro, e nei casi di infrazioni diffuse a livello europeo fino al 4% del fatturato annuo dell’impresa. I provvedimenti sono pubblicati nel bollettino settimanale dell’Autorità.

Il provvedimento dell’AGCM, tuttavia, non attribuisce alcuna somma ai consumatori. Rappresenta però una base probatoria di grande rilievo per chi vuole agire in giudizio, perché accerta la condotta, la sua durata e spesso la platea dei soggetti coinvolti.

Il diritto al risarcimento

Dal 2023, con il recepimento della direttiva Omnibus, il Codice del consumo riconosce espressamente al consumatore danneggiato da una pratica commerciale scorretta il diritto a rimedi proporzionati ed effettivi, compresi il risarcimento del danno e, se pertinenti, la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto (art. 27, comma 15-bis).

Perché conviene agire insieme

Le pratiche scorrette colpiscono per definizione un numero elevato di consumatori con le stesse modalità, e il danno del singolo è spesso di poche decine o centinaia di euro. Sono quindi il terreno ideale per l’azione di classe e per l’azione rappresentativa: una sola iniziativa, fondata sull’accertamento dell’Autorità, può ottenere il ristoro per tutti gli aderenti.

Class Action Italia monitora ogni settimana i provvedimenti dell’AGCM e delle altre autorità indipendenti (Garante privacy, IVASS, CONSOB, AGCOM, ARERA, ART) per individuare le condotte che hanno prodotto danni risarcibili.

Cartelli e intese anticoncorrenziali

Discorso analogo vale per i cartelli tra imprese, che fanno aumentare artificialmente i prezzi. Il decreto legislativo 19 gennaio 2017, n. 3 disciplina il risarcimento del danno antitrust: la violazione accertata con decisione definitiva dell’AGCM si considera definitivamente accertata anche nel giudizio risarcitorio, e sono previste presunzioni a favore dei danneggiati.

Cosa conservare

  • contratti, fatture, ricevute e condizioni generali sottoscritte;
  • messaggi pubblicitari, email e comunicazioni ricevute;
  • screenshot di siti e app, con data;
  • reclami inviati all’impresa e relative risposte.

FAQ

Domande frequenti

L’AGCM mi rimborsa se sanziona l’azienda?+

No. Le sanzioni dell’AGCM sono versate allo Stato. Per ottenere un rimborso o un risarcimento il consumatore deve agire, individualmente o aderendo a un’azione collettiva.

Serve che la sanzione sia definitiva?+

Non necessariamente, ma è un elemento rilevante: i provvedimenti dell’AGCM possono essere impugnati davanti al TAR del Lazio. Ogni iniziativa valuta lo stato del contenzioso amministrativo.

Questa guida ha finalità informative e non costituisce consulenza legale sul singolo caso. Per una valutazione della tua situazione segnalaci il caso.

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