CLASS ACTION: OLTRE I DANNI RISARCIBILI ANCHE I DANNI PUNITIVI?

La class action è un’azione giudiziaria a tutela dei diritti omogenei e degli interessi collettivi di una pluralità di consumatori e/o utenti nelle ipotesi previste dall’art. 140 bis del Codice del Consumo.

Uno strumento “nuovo” si aggiunge a quelli ordinari già previsti dalle regole processuali quando i diritti dei consumatori e degli utenti vengono violati in materia contrattuale, lesi da comportamenti scorretti e aggressivi non conformi alla legge ovvero da informative ingannevoli da parte delle aziende e da condotte anticoncorrenziali(antitrust).
In questi casi la legge garantisce ai singoli consumatori il diritto di agire, mediante la classe, per l’accertamento della responsabilità e per la condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni del torto subito attraverso l’azione collettiva con minori costi e facilità di accesso alla giustizia.

L’art. 140 bis prevede la possibilità di introdurre l’azione di classe da parte dei consumatori con il supporto soltanto di legali.
Tale disposto normativo introdotto nel 2009, modificato nel 2012, è stato interpretato dalla giurisprudenza che ha ampliato il novero delle posizioni giuridicamente tutelabili.
Con sentenza n. 3756/2017 depositata il 28/8/2017 la Corte di Appello di Milano ha accolto la richiesta dei consumatori dell’indennizzo previsto dalle condizioni generali di trasporto ma ha riconosciuto per 3000 consumatori – con una pronuncia innovativa- un ulteriore risarcimento del danno da disagio/disservizio nella misura di € 100, oltre il pagamento delle spese legali sostenute, stabilendo che le “sofferenze” patite non trovavano adeguato ristoro previsto dal contratto.

Tale sentenza sembra trovare conforto nella decisione della Corte di Cassazione Sez. Un. n.16601/2017 che con portata storica ha ammesso per la prima volta in Italia i danni punitivi attraverso il riconoscimento degli effetti di una sentenza straniera.

La vicenda giudiziaria, nata in America (Florida) e proseguita in Italia per il suo riconoscimento da un motociclista a seguito di un incidente, ha visto condannata una società italiana per una responsabilità da prodotto difettoso (casco del motociclista) dal Tribunale di Venezia. Processo che veniva rimesso alle Sezioni Unite per la l’incompatibilità con l’ordinamento italiano dei danni punitivi.

Le Sezioni Unite hanno ammesso la risarcibilità del danno punitivo, oltre a quello patrimoniale, aprendo un squarcio nella tutela di un diritto che l’ordinamento italiano stenta a garantire.
Con le sentenze citate anche i danni punitivi potranno essere sottoposti all’attenzione dei Tribunali e ottenere la garanzia del risarcimento ove previsti dalla legge.